Trump, le donne e quel pericoloso vizio di perdonare

Ha detto delle cose orribili, borioso, maleducato: Trump e le donne, un rapporto che non è mai nato, perché lui questa parte di elettorato non l’ha proprio mai considerato. Ha calcato la mano su questo tema, non si è vergognato del disprezzo che ha mostrato in alcuni casi, era sicuro che avrebbe incontrato il favore di tanti uomini. E che tante donne alla fine avrebbero fatto quello che fanno ogni giorni: avrebbero lasciato perdere, ci sarebbero passate sopra. Proprio così: non c’è altro modo di spiegare il voto femminile a Trump. Quando ci troviamo in situazioni importanti, siamo così abituate a mediare, a cercare di comprendere quel mondo di uomini che non ci vuole, da lasciar perdere di fronte anche a comportamenti offensivi nei confronti della nostra dignità.

E così un gesto prezioso come quello del voto, che tante donne prima di noi ha lottato faticosamente per conquistare, viene sprecato e regalato a un uomo che non ci rispetta. E ne fa un motivo di vanto.

Ma quante volte siamo passate sopra la battuta pesante di un collega o di un conoscente? quante volte abbiamo sentito qualcuno che ci ha ricordato che quella cosa non la potevamo fare perché donne e abbiamo taciuto? A noi donne secoli di sottomissione hanno insegnato a comprendere, a passare oltre, a non fermarci di fronte a giudizi gratuiti per il nostro sesso. E così tante donne americane hanno riprodotto questo modello: è vero, Trump ha offeso le donne, però ci sono altre cose che propone e che ci piacciono (ognuno ha diritto alle proprie opinioni) e allora ci passiamo sopra. No, non può funzionare così.

Lo spiega bene Flavia Perini in questo articolo de L’inchiesta

Ha vinto Trump: possiamo tornare a trattar male le donne senza sentirci in colpa

E d’altra parte cosa potevamo aspettarci se gli Stati Uniti stanno peggio persino di noi in fatto di presenza delle donne in ruoli politici ed economici di rilievo?

Illuminante questa analisi di Gian Antonio Stella, francamente tante cose non le sapevo.

Perché l’America non è un Paese per donne

Però so una cosa: voglio insegnare a mia figlia che il voto è prezioso, così come lo è il rispetto. E chi non ha rispetto, per le donne o per gli uomini o per gli immigrati o per chiunque, non merita di essere votato. Non si può passare oltre. Altrimenti si fa il gioco di quell’ufficio comunicazione milionario che ha deciso che per vincere bisognava puntare alla pancia della gente, fare leva sui peggiori istinti e sulla rabbia. Per vincere a tutti i costi: un altro istinto estraneo alle donne. E meno male.

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