Se anche Erica Jong si mette a fare la nonna

Volerci dipingere Erica Jong come una nonna è dissacrante, ha un effetto esplosivo quasi quanto l’effetto che mi fece a 20 anni leggere “Paura di volare”.
Interessante l’intervista uscita questa mattina su La Lettura del Corriere http://lettura.corriere.it/la-nonna-erica-jong/

Però questo volerci raccontare la Jong come una donna di mezz’età felice in un matrimonio monogamo e persino nonna va a distruggere un mito.

Avrei voluto chiudere il giornale e tornare immediatamente a leggere “Paura di volare”, e lo farò molto presto. Ma prima volevo raccontare l’effetto che fece su me ventenne leggere quel libro. A me di gioie del sesso non aveva mai parlato nessuno e anche se le mie esperienze le avevo già fatte, sinceramente non mi erano sembrate niente di sconvolgente. Sempre più interessata al prima e al dopo piuttosto che al durante. Invece Erica Jong parla proprio di quel “durante”: acrobazie, giochetti, che potrebbero sembrare esercizio fisico e che sicuramente mi avranno fatto arrossire. E ci ho pensato a lungo all’epoca, perché non capivo perché quello che stavo leggendo doveva essere rivoluzionario. Poi ho capito che era il suo corpo a essere rivoluzionario, quella liberazione, mostrarsi, giocare, cercare il piacere. Dimenticarsi quello che si deve essere per cercare di essere quello che siamo. Un pensiero che può sembrare banale, ma non lo è per tante donne.
Grazie Erica Jong, ma per favore, non metterti a fare la nonna, non ne abbiamo bisogno.

PS: Paura di volare in mano a Gabriele Muccino? un grosso salto nel buio, per restare in tema…

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