Non tutte possiamo fare la rivoluzione: la lezione de “La tempesta di sabbia”

La tempesta di sabbia

Layla ha gli occhi profondi e intelligenti di una donna che sembra pronta a cambiare il mondo. Un mondo che ha dei confini molto stretti per una donna che vive in una bidonville nel deserto e che assiste ai preparativi del secondo matrimonio di suo padre. Sua madre, Jalila, organizza la festa per la nuova moglie. L’accettazione del proprio ruolo di sottomissione è una questione di sopravvivenza per le donne come lei.

Ci racconta una storia semplice “La tempesta di sabbia” di Elite Zexer, visibile su Netflix, film vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance Festival 2016. Una storia semplice, ma dolorosa. Non ci sono buoni e cattivi, non c’è violenza: c’è solo l’accettazione del ruolo che ognuno riveste e deve rivestire. Questo padre fa quello che deve fare, lo fa anche senza comprenderlo fino in fondo, sete di non avere scelta.

Le donne della sua famiglia fumano e bevono, di nascosto naturalmente, ma con lui. Ma Layla si innamora di un ragazzo che non è quello scelto per lei e allora tutto salta. Ognuno deve seguire la strada che è stata decisa dagli altri, anche se costa dolore e umiliazione. Come fa Jalila, che organizza un matrimonio pur sentendosi umiliata. Layla ha una grande forza e un grande coraggio, ma riuscirà a ribellarsi a un matrimonio combinato?

Siamo tutte rivoluzionarie?

Non voglio raccontarvi il film, dovete vederlo. Mi ha lasciato con una domanda: tutte siamo nate per la rivoluzione? per fare grandi gesti di cambiamento? oppure ognuna di noi può avere un ruolo diverso? Non credo che tutte possiamo avere la forza di lasciare il segno, ma credo che, come in una corsa a staffetta, ognuna fa un pezzetto di strada, quello che può.

Il traguardo e la gloria sono di chi taglia il nastro, ma ci sono tante altre persone che hanno corso lungo la strada e di cui magari non sapremo mai niente. Essere un’eroina non significa necessariamente fare un “grande gesto”: a volte basta anche solo creare le condizioni perché qualcun’altra possa fare qualcosa di grande. E’ questa la sorellanza?

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