Cara Virginia Woolf non basta una stanza tutta per sé per far emergere la letteratura femminile

“Una donna deve avere soldi e una stanza suoi propri se vuole scrivere romanzi” diceva Virginia Woolf in “Una stanza tutta per sè”. Per la scrittrice inglese se le donne avessero avuto il tempo e le risorse necessarie per scrivere, sarebbero riuscite a raccontare il mondo secondo il loro personale punto di vista. Il mondo ce lo hanno sempre raccontato gli uomini (nella maggioranza dei casi bianchi) e per le donne c’è sempre stato poco spazio.

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I buoni propositi e le stanze tutte per sé

Sono stata un po’ in silenzio. Elaboravo buoni propositi. Ho fatto un lungo viaggio nella mia stanza, che è sempre molto affollata. E non solo di persone, ma anche di pensieri.

Diceva Virginia Woolf:

Una donna deve avere soldi e una stanza tutta per sé, se vuole scrivere romanzi. 

Io non ho né soldi né una stanza tutta per me, ma per fortuna non voglio scrivere romanzi. Voglio scrivere, però. E voglio scrivere di donne, un tema   forse abusato negli ultimi tempi. Per andare contro agli stereotipi si creano nuovi stereotipi e non si capisce più niente.

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Le donne leggono di più, ma pubblicano di meno….ma è proprio vero?

Amo la letteratura femminile. Una scelta fatta da grande, che mi costringe a cercare autrici seguendo percorsi che mi portano a scovare a volte dei veri gioielli. Che a volte trovo in edizione cartacea nella biblioteca di casa, che sono stati editati in passato e poi mai più riproposti. Le donne leggono di pi degli uomini, questo lo dimostrano tutte le statistiche.

Eppure in cima alle classifiche dei libri più venduti ci sono sempre uomini. Ultimamente fanno capolino le scrittrici di gialli, un genere che a quanto pare è concesso scrivere a una donna. E poi ci sono i romanzi rosa, anche questi concessi alle donne. Quindi le donne possono oggi sperare di vedersi pubblicato un libro se è un giallo o un romanzo d’amore. E siccome le donne sono testarde, se nessuno pubblica il loro libro lo pubblicano da sole, ne vendono un sacco di copie e poi un editore sveglio è costretto a pubblicarle.

Non voglio fare un discorso generalista, così è come funziona in Italia. All’estero, in primis in USA, le cose funzionano diversamente. Innanzitutto la scrittura creativa si insegna all’università e questo porta inevitabilmente all’emersione di scrittrici femminili.

Le donne sono ottime lettrice, ma leggono di tutto. Quando un libro le intriga che l’autore sia un uomo o una donna conta poco. Gli uomini preferiscono leggere invece autori maschili. Ho spesso cercato di capire perché, senza darmi una risposta. Sembra quasi che la cultura e l’arte in mano a una donna diventino di serie B, che le storie raccontate dalle donne siano poco interessanti, storie minime. Le donne in effetti non scrivono epopee, ma indagano piccoli ambienti, vicende familiari; raccontano mondi più delimitati, ma lo fanno con grande intensità.

E voi siete influenzati dal genere dell’autore del libro che volete leggere?

Il lungo sguardo, la scarsa prospettiva

Martin Amis e’ uno scrittore che mi piace molto. Quando ho letto che aveva dichiarato di essere stato molto influenzato nella scrittura dalla sua matrigna Elisabeth Jane Howard, ho subito acquistato il suo libro “Il lungo sguardo”. Le prime pagine mi sono molti piaciute, mi ha coinvolto la storia di questa quarantenne e mi è piaciuto il gioco di raccontare la storia a ritroso. Poi la tensione si è allentata e l ‘ho finito con minore interesse. Ma è un libro interessante, anche se non un capolavoro.
Poi stamani su La Lettura del Corriere mi sono imbattuta in una recensione del libro di Livia Manera, che conclude scrivendo “non faremo a Elizabeth Jsne Howard il torto di dire che era una scrittrice per donne. La narrativa di qualità non ha genere”. Peccato che questo inciso ha immediatamente fatto diventare la Howard una “scrittrice per donne”, con una connotazione evidentemente negativa, nella mente del lettore. Ma cosa vuol dire essere una scrittrice per donne? Parlare di matrimonio e di sentimenti? E perché ha una connotazione negativa? Perché proprio dalla penna di una donna deve venire fuori una considerazione così triste? Lo sguardo guarda lontano, ma è la prospettiva che ci manca ancora.