Rocky e la sindrome di Adriana ovvero della donna salvata dal maschio di turno

Lo premetto: Rocky mi piace, è un bel film, mi emoziona e la storia d’amore tra lui e Adriana è una delle più tenere del cinema. Però…c’è un però.

Il film è stato girato nel 1976. Ambientato in una Philadelphia brutta, sporca, povera e non solo perché la storia lo richiedeva. Gli Stati Uniti 40 anni fa erano un posto diverso, con una generazione di giovani segnati da una guerra feroce. Rocky è un perdente con un grande cuore e un fisico perfetto, uno di quelli che una donna non sogna perché è troppo buono. E’ uno dei tanti stereotipi su noi donne: che ci piacciono “gli uomini che non devono chiedere mai” e che per conquistarci bisogna applicare il “teorema” di Ferradini (vorrei conoscere qualcuno con il quale ha funzionato).

Comunque dicevamo che c’è Rocky, sfigato ma determinato, che si innamora di Adriana, dolce e bruttina, timidissima e praticamente muta. E cosa fa Rocky? le estorce un bacio, le fa togliere gli occhiali e lei, come per magia, diventa bella e tira fuori un po’ di grinta. Un po’, non troppa, perché per una donna troppa grinta è disdicevole.

E allora cos’è l’amore che fa sospirare? un incontro felice in cui lui salva lei e lei è lì pronta ad aspettare di essere scoperta, perché solo l’amore realizza davvero una donna.

Scusatemi, non volevo essere cinica e non volevo certo rovinarvi il gusto di rivedere il film. Volevo solo analizzare un meccanismo, sempre lo stesso, che ci viene riproposto da secoli. Ma voi pensate di aver bisogno di essere salvate da un uomo?

 

condividi