“Mia”, quando l’amore è solo possesso

Spiegare ai ragazzi cosa sia l’amore non è semplice, ma Antonio Ferrara nel suo libro “Mia” ci prova e secondo me con successo. Entra nella testa di un 15enne che ha ucciso la propria innamorata per gelosia, per disperazione, per possesso. Con un ritmo serrato ci racconta quello che passa per la testa a Cesare, ossessionato dalla sua Stella. Sua: così la sente. Come se fosse un oggetto, di cui vuole possedere tutto: i pensieri, gli amici, i sentimenti.

Stella non ci sta, non vuole sentirsi prigioniera, vuole che l’amore sia una cosa bella e non una prigione. Vuole avere i suoi spazi, i suoi pensieri, le sue amicizie. Ma come spiegare a una ragazza cos’è l’amore, cosa non lo è e come può ingannare scambiare il possesso con un sentimento? perchè per tanti uomini che non riescono ad avere un rapporto sano con l’amore, ci sono anche tante donne che credono che l’amore sia quello.

 

Da giovani è ancora più difficile distinguere le cose, capire dove sia il confine tra un amore malato e un amore che può aiutare a realizzarsi. L’esperienza che ha dell’amore un adolescente è molto spesso collegata a quella che ha vissuto attraverso i suoi genitori e i suoi parenti più stretti. Nel libro Cesare è  un ragazzo che vive immerso nel deserto sentimentale dei genitori. Troppo spesso dimentichiamo quanto l’esempio di noi adulti sia importante per i giovani.

Amare non è sopportare e soprattutto non è limitarsi, ma aiutarsi a crescere e anche a volare, permettetemi un po’ di romanticismo. Ma quante volte ho inciampato prima di capirlo, quanti abbagli ho preso? diversi, fatemelo dire.

Quante volte noi donne pensiamo che stare con un uomo significhi accettare la sua gelosia o la prepotenza di imporre cosa dobbiamo fare o come dobbiamo vestire. E’ un pensiero ancestrale che misteriosamente fa parte di noi e di cui liberiamo con fatica. Se un uomo non è geloso ci sentiamo sminuite; se è ossessivo ci sentiamo lusingate.

Stella ha capito tutto questo già a 15 anni, molto prima di tante donne più adulte. Ma non basterà a salvarla.

-Mentre facevamo l’amore ti sentivo mia – le dissi mentre mi tiravo sù i pantaloni, ma quando lo dissi lei non fece nessun sorriso, nemmeno mi guardò, guardò verso il ponte. Lo guardò a lungo, come contasse tutte le pietre una a una per capire quante fossero e, senza girarsi verso di me, disse con la faccia seria che l’amore non poteva essere che una cosa sola, sempre una cosa, solo una cosa, e quella cosa era libertà

PS: Grazie a “Mia” ho anche scoperto una straordinaria piccola casa editrice. Si chiama Settenove ed è una cosa editrice che si preoccupa della prevenzione della violenza di genere. Vi consiglio un giro sul loro sito

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