Marcia delle donne, e ora?

Secondo la stampa americana sono stati 2,9 milioni i manifestanti ieri in USA, tenuto conto delle iiziative che si sono scolte ovunque nel Paese. La più grande manifestazione della storia americana. La marcia delle donne, ecco di cosa si trattava, ma in strada sono scese non solo loro. Queste donne hanno scelto di non coinvolgere nessun schieramento politico, di non farsi strumentalizzare da nessun movimento. Hanno solo voluto farsi riconoscere da un cappello rosa con orecchie di gatto, il “Pussy Hat”, che a Washington era presente praticamente su ogni testa. Nessun arresto, nessun disordine. Le donne hanno organizzato manifestazioni pacifiche, dove ognuna di loro ha portato i propri motivi di infelicità e di preoccupazione. Perché non si deve fare l’errore di pensare che tutte abbiano marciato con per le stesse ragioni.

Alla marcia ogni donna è andata con la sua dose di frustrazioni, al termine di una campagna elettorale presidenziale che le ha viste protagoniste nei discorsi di entrambi i candidati. Poi, quando le elezioni sono andate nel peggiore dei modi, si sono trovate ad essere messe quasi sotto accusa: le donne hanno votato Trump, è colpa loro; il femminismo è morto, le donne non hanno voglia di far emergere il loro disagio. E’ questo in sintesi il tono che la stampa ha usato per farle sentire la Cenerentola della politica. Come a ridicolizzare chi aveva pensato che le donne avrebbero avuto la forza di allontanare l’America dall’incubo di Trump: da quando in qua le donne possono fare la differenza?

Di articoli sgradevoli con questo tono ne ho letti diversi. E allora cosa hanno fatto le americane? hanno deciso di manifestare il proprio dissenso, di scendere in piazza e di gridare il loro “NO” a Trump, dal quale certo non possono sentirsi rappresentate. E per chiedere cosa?  Ognuna è scesa con il proprio bagaglio di esperienza e di frustrazione, questa è l’unica cosa certa. Leggete questo articolo dell’Atlantic, Why women marched on Washington

Adesso la miccia si è innescata (la piazza di Londra era stupenda, ma anche quella di Roma, con tante americane expat) le donne hanno voluto manifestare ovunque per far sentire la propria voce, per far presente la propria capacità politica di scegliere e di contare. E hanno voluto manifestare contro Trump, quel tipo di uomo misogino e sgradevole che purtroppo tutte abbiamo incontrato nella nostra vita più di una volta.

E adesso? Adesso ci vogliono i contenuti, quelli veri, per non rischiare che questa bella manifestazione venga targata solo come un bell’evento di colore.

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