La Resistenza e le donne: Ada Gobetti, un’intellettuale in lotta accanto ai partigiani

Giornalista, educatrice, partigiana, Ada Gobetti fu tra le fondatrici del Partito d’Azione. Ma fu anche una madre, che fece la Resistenza insieme al figlio

Non si trattava solo di organizzare la quotidianità o di gestire la lotta armata: la Resistenza aveva bisogno anche di teste pensanti, uomini e donne che fossero in grado di ispirare e di gettare semi positivi per immaginare la nuova Italia dopo la Liberazione. Ada Gobetti fu una di queste menti, una donna che ha saputo dare un grande contributo non solo materiale ma anche intellettuale alla Resistenza.

Ada Prospero Gobetti era un’insegnante di ginnasio, che giovanissima aveva sposato l’intellettuale antifascista Piero Gobetti, morto nel 1926 pochi mesi dopo la nascita del loro figlio Paolo. Proprio accanto a lui Ada vivrà la sua esperienza da partigiana, sostenendolo e aiutandolo a portare avanti la loro lotta. Diario partigiano

Un atteggiamento materno e benevolo sarà quello che la caratterizzerà anche nella sua esperienza partigiana. Lo racconta con grande intensità nel suo libro Diario partigiano dove racconta la sua quotidianità, fatta di gesti più o meno eccezionali, compiuti da donne e uomini con le loro debolezze.

La resistenza per le donne era intrisa di quotidianità:  ospitare gli ebrei, nascondere e rivestire i soldati italiani sbandati , portare indumenti, viveri, armi e stampa clandestina ai gruppi partigiani, occuparsi delle sepoltura dei fucilati o degli impiccati, dando sostegno ai parenti. Gesti quotidiani ma anche eroici, che tante donne dovevano trovare il coraggio di portare avanti. In una società che le aveva abituate a rivestire un ruolo subalterno, adesso le donne erano chiamate ad essere protagoniste.

Potremmo farne parlare quaranta o quattrocento o quattromila di queste donne; e pur ascoltando da ognuna episodi, situazioni, stili diversi, sentiremmo in tutte la stessa semplicità senza retorica, la stessa coscienza di compiere un dovere, la stessa volontà invincibile che anima oggi le contadine della Calabria e le operaie di Modena: quella volontà che, più o meno manifesta, è viva in tutte le donne che nella Resistenza han visto non soltanto la guerra per la cacciata dell’invasore, ma la lotta contro ogni forma di oppressione, di crudeltà, di ingiustizia.

A tutto questo pensava Ada Gobetti, che organizzava la Resistenza in Val di Susa e in Val Germanasca, dove era impegnato il figlio.

Ma il suo impegno non era solo pratico: si impegnaòanche per realizzazione politica degli ideali antifascisti, per costruire una nuova Italia terminata la guerra. Fondò i Gruppi di Difesa della Donna.  Nel 1942 è tra le fondatrici del Partito d’Azione e diventerà la prima donna vicesindaco a Torino dopo la Liberazione.
Nel 1945 partecipò a Parigi alla fondazione della Federazione internazionale democratica delle donne e per le donne ha portato avanti il suo impegno anche negli anni successivi. Continuò a scrivere per quotidiani e riviste, sempre interessata ai temi della pedagogia e dell’educazione perchè secondo lei una nuova generazione poteva essere formata solo attraverso i valori insegnati dalla scuola e dalla famiglia. E quando parlava di una nuova generazioni di cittadini, parlava anche delle donne.

 

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