Il maestro, questo sconosciuto

Alla scuola elementare di mio figlio c’è un maestro. Si, avete capito bene: un insegnante uomo. Ed è molto ambito. Lo scorso anno, quando ha lasciato la quinta elementare e doveva iniziare un nuovo ciclo, la gran parte delle mamme voleva mandare i propri figli nella classe del maestro. E non perché sia belloccio, anzi. Ma è un uomo, un miracolo in una scuola elementare quasi totalmente dominata dalle donne. La maestra è lo stereotipo della donna paziente e dolce con i quali ognuno di noi ha dovuto fare i conti fin da piccolo. La maestra è una donna gentile, che consola e abbraccia, che insegna e accarezza i bambini, con la vecchia tecnica del bastone e della carota. Ma un maestro che fa?

Insegna, mi verrebbe da dire. Sicuramente con un approccio un po’ diverso. Dai tempi del libro “Cuore”, un maestro non ha modelli a cui riferirsi, può gestire la sua classe come vuole. Da lui ci si aspettano cose diverse, lo sento dai discorsi delle madri della classe dei fortunati prescelti. Il maestro in questione è una persona di poche parole, che non fa le cartelle ai bambini e non gli soffia il naso ad esempio. Ma da lui non ci si aspetta questo, si considera normale che i suoi piccoli alunni al momento dell’uscita della scuola sembrino reduci da un tornado. Il maestro dice ai bambini che devono vestirsi e chiudere i giubbotti, ma non si sognerebbe mai di mettere le mani a 20 cerniere e nessuno glie lo chiederebbe.

Quell’uomo regala alla sua classe un’esperienza speciale già per il fatto di esserci. Solo quando l’ho visto, lì sulla porta, in mezzo a 30 insegnanti donne, ho capito quanto fosse paradossale questa situazione. Vogliamo insegnare ai nostri figli a superare stereotipi e andare oltre le differenze di genere, ma li facciamo crescere per tanti anni della loro vita solo con insegnanti donne, che propongono un solo modello. Se teniamo conto che anche alla scuola materna (un nome che è già un altro terribile stereotipo) la situazione non è molto diversa, praticamente abbiamo lasciato la gestione dell’infanzia e degli anni fino all’adolescenza a sole donne.

Eppure gli uomini nelle scuole elementari ci servirebbero, per ricordarci tutti che la gestione dei piccini non è solo una cosa donne. Una presenza che potrebbe aiutare molto gli uomini e le donne di domani.

PS: ma perché gli uomini hanno smesso di desiderare di fare i maestri?

PPS: non sono riuscita a trovare una statistica della  popolazione degli insegnanti in Italia divisa per genere. Se la trovate, segnalatemela per favore

PPPS: scrivere un post che non ha niente a che vedere con il duello Clinton/Trump serve per esorcizzare la tensione.

 

 

 

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