Lasciatevi stupire da Goliarda Sapienza, una scrittrice dimenticata

Goliarda Sapienza

“L’arte della gioia”, un romanzo bellissimo uscito postumo solo perché la sua autrice era ritenuta “scandalosa”

Probabilmente di Goliarda Sapienza non avete mai sentito parlare, ma siete in tempo per rimediare. Mettetevi a leggere subito L’arte della gioia”, non aspettate oltre. All’inizio potrà sembrarvi complicato entrare nel mondo di Modesta, così si chiama la protagonista. Ma se vi lascerete trascinare dal suo racconto, non riuscirete a staccarvene.

Eppure Goliarda Sapienza era già morta quando è uscito il suo romanzo. Perché una donna può anche mettersi in testa di scrivere, ma deve essere una persona irreprensibile se vuole essere letta. Sicuramente la vita di Goliarda Sapienza è stata complicata, ma il suo libro merita di essere inserito tra i grandi romanzi del novecento italiano. Anche se l’ha scritto una donna.

Non voglio però fare l’errore dei sui contemporanei, non voglio perdermi a descrivere la sua vita senza dedicare attenzione innanzitutto al suo libro, perché di questo dovremmo parlare quando si parla di un’opera.

La storia di Modesta

Modesta, la protagonista, è una donna forte, volitiva, ambiziosa, che vive in una Sicilia piena di pregiudizi e vive senza avere mai visto il mare.

Riesce a liberarsi dalla sua condizione di povertà, anche con scaltrezza, per diventare una donna importante, in grado di gestire denaro e persone, e acquistando il rispetto delle persone intorno a lei. Non è succube dell’amore, come le donne del suo tempo, ma crede nella passione, anzi nelle passioni. Modesta si innamora di uomini, donne, ideali, cercando di trarre da una ognuna di queste esperienze il massimo del piacere.

Ma non perde mai la strada, il suo percorso prosegue secondo il suo disegno. Perché ha un forte senso del dovere e del ruolo che riveste all’interno del suo mondo. Gli uomini sono personaggi secondari in questo racconto. Circondata da donne, figli, figliastri, amanti, attraversa la storia d’Italia dagli inizi del novecento agli anni cinquanta, senza mai tirarsi indietro e senza mai rinnegare niente di quello che ha fatto.

Parla di donne, molto, e del loro ruolo nella società. E’ un’eroina moderna, forse troppo moderna per l’epoca.

“Ma correva come un maschiaccio, principessa! Si sporca il vestitino!

Ecco come comincia la divisione. Secondo loro Bambolna, a soli cinque anni, dovrebbe muoversi diversamente, stare composta, gli occhi bassi, per coltivare in sé la signorina di domani

Il racconto scivola via in maniera strana, alternandosi tra la prima e la terza persona; uno stile narrativo che avvolge e che sicuramente indica anche una grande padronanza del testo.

Rifiutato da tutte le case editrici, uscirà postumo

Ecco, questo libro è uscito in Italia dopo essere stato pubblicato (e osannato) in Francia. Il Italia Goliarda Sapienza aveva trovato solo porte chiuse. E perché? Era una donna scandalosa.

Goliarda era nata a Catania nel 1924, ma si trasferì giovane al nord. Ricevette un’educazione libera, i genitori erano antifascisti e preferirono farla studiare a casa. Poi si innamorò del teatro e del cinema e ha rivestito anche piccoli ruoli in film importanti come “Senso” di Luchino Visconti. Per anni è stata la compagna del regista Citto Maselli, ma poi ha sposato lo scrittore Angelo Pellegrino. Era una donna complicata, testarda, libera.

Per una sorta di ritorsione nei confronti di un’amica dalla quale si era sentita tradita, rubò dei gioielli dalla sua casa e questa la fece finire in carcere a Rebibbia per qualche mese (e poi racconterà questa esperienza ne “La certezza del dubbio“) trovandosi così stampata in maniera indelebile il marchio di “impresentabile” in un paese che alle donne ha sempre dato poco spazio. Ci sono state altre scrittrici contemporanee della Sapienza, ma erano sicuramente più rassicuranti (la Ginzburg, la Ortese, la Morante).

Così la stampa descrive Goliarda Sapienza:

(…) la biografia di Goliarda Sapienza mostra i segni di una predestinazione “maledetta”, ha le cadenza di una esistenza drammatica, si offre a interrogativi inquietanti.

Poco conta se è riuscita a scrivere un romanzo di questo spessore: la sua biografia ha preso il sopravvento. Una donna deve essere un esempio in tutto. A me di scrittori dalla biografia discutibile me ne vengono in mente diversi, ma non per questo sono stati censurati.

 

condividi