Fa ‘afafine, il gender fluido e quella paura di tutto ciò che è diverso

Può bastare uno spettacolo teatrale ad attivare proteste e a far prendere la penna in mano alla Diocesi di Firenze per mettere in guardia i genitori da una piece teatrale? Ci si può indignare per uno spettacolo, quando invece ogni giorno assistiamo a discriminazioni più o meno feroci all’interno delle nostre scuole, dove i bambini vivono in in mondo che ha tutti i colori del mondo? Il sesso fa ancora paura, c’è ancora chi pensa di poter chiudere la bocca  gli occhi alla gente, di dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato. Lo spettacolo in questione si intitola “Fa ‘afafine” e andrà in scena al teatro di Rifredi di Firenze il 18 e il 19 febbraio, dopo aver scatenato polemiche e proteste analoghe anche a Bolzano, a Bologna, a Pistoia. Ma nessuna Diocesi aveva deciso di scrivere alle scuole cattoliche.

Proprio così: l’Arcidiocesi di Firenze ha scritto a scuole e a soscrizioni cattoliche invitando istituti e genitori a vigilare. Di gender a scuola non se ne può parlare. La vicenda è raccontata qui da Repubblica: Il teatro invita Betori: “Prima di condannarlo venga allo spettacolo”

Perché il ridicolo è anche questo: la condanna sullo spettacolo, patrocinato da Amnesty International e vincitore di numerosi premi, è arrivata senza che probabilmente nessuna delle menti geniali che lo ha condannato lo abbia visto. E’ stata sufficiente la parola “gender fluid” a fare paura, come quando da piccoli si ride se qualcuno “cacca”. Ci sono delle parole che fanno ridere o fanno paura solo il per il fatto di esistere.

Ecco il promo di questo “discusso” spettacolo per bambini: Fa ‘afafine. Mi chiamo Alex e sono un dinosauro.

A me fa paura la solitudine in cui si trova chi deve affrontare queste situazioni, in un mondo così poco disponibile a capire gli altri, dove l’empatia non esiste più. Non accetto che qualcuno mi dica come vestirmi, non accetto che qualcuno debba decidere a quali valori devo educare i miei figli. Non voglio essere polemica, ma a scrivere per mettere in guardia su questo pericoloso spettacolo è stata quella stessa Diocesi che niente ha detto sull’incendio a Sesto Fiorentino che ha coinvolto la comunità degli invisibili migranti.

Eppure ogni giorno i miei figli vedono ovunque immagini di uomini, donne e bambini in fuga dalla propria casa, che vengono trattati come soggetti indesiderati, senza che riescano a spiegarsene il motivo. Ecco, trovo più imbarazzante parlare di questo che delle questioni del gender.

Per fortuna questa protesta medievale mi ha dato la possibilità di imbattermi nel bellissimo blog di Camilla Mio figlio in rosa, che mi ha fatto capire tante cose sulla questione del gender, con intelligenza e delicatezza. E a quanto pare di questi temi c’è molto bisogno di parlare se uno spettacolo può fare ancora così paura.

 

 

 

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