L’attualità di “Come eravamo” che nel 1973 raccontava le donne che avremmo voluto essere

Katie Molosky non abita più qui? Quanto siamo disposte a mettere in gioco per il nostro impegno?

Era il 1973 quando fu girato da Sidney Pollack uno dei film sentimentali più amati della storia del cinema: “Come eravamo”. Eppure quel film, interpretato da due strepitosi attori come Barbra Streisand e Robert Redford, era molto di più di un film sentimentale. L’ho rivisto ieri sera, con mia figlia. Volevo farle conoscere un altro modello di donna, l’agguerrita Katie Molosky, una donna che “non molla mai”. Mi sono accorta che le stavo proponendo quasi un extra-terrestre.

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Teresa Meroni e la marcia delle donne del 1917, una storia da ricordare

Furono 1500 le operaie che scesero in strada e che decisero di urlare il loro “no” alla guerra

La chiamavano “la Teresina”, ma quel diminutivo era solo un modo affettuoso per una donna forte e determinata, dotata di un grande carisma: Teresa Meroni riuscì a dare a 1500 donne la forza di marciare per i loro diritti, in un momento difficile in cui davvero le donne italiane immaginarono che per loro fosse arrivato il momento di farsi sentire. La rivoluzione era nell’aria in quell’estate del 1917 e anche le donne della Val di Bisenzio furono contagiate.

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Donne in fuga, una tentazione alla quale ha ceduto anche Agatha Christie

Nel 1926 la celebre scrittrice scomparve misteriosamente. Il rapporto tra donne e fuga è molto usato nei libri: qui ve ne indico qualcuno

Era il 3 dicembre del 1926 quando Agatha Christie scomparve misteriosamente: la sua auto fu trovata in fondo a un dirupo e di lei non c’era traccia. Per undici giorni di questo mistero si interessò la stampa di tutto il mondo: era già una giallista conosciuta e la sua scomparsa faceva pensare che fosse diventata la protagonista di uno dei delitti di cui scriveva così bene. Ma non era così: Agatha Christie era semplicemente fuggita. Le donne e la fuga: un tema che mi ha sempre molto affascinato. Ma quella di Agatha Christie fu una fuga particolare.

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Le donne e la Resistenza: furono Volontarie della libertà le combattenti del movimento

Dovevano imparare a usare le armi, organizzare sabotaggi, e occupazioni. Coraggiose e rispettate, non sono state premiate dalla storia, che le ha quasi dimenticate

Le Volontarie della libertà furono la parte più combattiva delle donne partigiane, quelle in prima linea, con le armi in mano. “Donne energiche e audaci, decise a partecipare attivamente alla guerra”, si legge nel comunicato che dà la notizia della costituzione di questo organismo.

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Le donne e la Resistenza: Carla Capponi, una donna in prima linea nella lotta romana

Carla Capponi è una delle 19 donne ad aver ottenuto la Medaglia d’oro al valor militare

Era il 23 marzo 1944 quando un gruppo di uomini  e donne della resistenza romana misero a segno l’attentato di via Rasella. Fu un attacco durissimo, che colpì un reparto delle forze di occupazione tedesca e causò 33 vittime tedesche. La rappresaglia tedesca per quell’attacco fu durissima: l’eccidio delle Fosse Ardeatine, con l’uccisione di 335 prigionieri italiani. Tra quei giovani che organizzarono l’attentato, c’era anche Carla Capponi, una giovane donna che lottò all’interno del movimento partigiano per poter stare in prima linea.

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Come capire cosa vuol dire essere una donna nera grazie a un libro: Americanah

Io sono di Prato e nella mia città ci sono tante donne di tante nazionalità diverse (108 secondo l’anagrafe, un melting pop notevole) e ci sono anche tante donne nigeriane. Sono giovani, vestono con  abiti colorati e nei giorni di festa madri e figlie sono vestite allo stesso modo. Noto sempre i loro sorrisi, ma non mi sono mai fermata a pensare alla loro storia o a come si trovano nella mia città.

Poi ho iniziato a leggere i libri di Chimamanda Negozi Adichie e mi sono incuriosita. Il primo è stato “Metà di un sole giallo” dedicato alla sanguinosa guerra civile nigeriana. Il Biafra, quella zona poverissima dell’Africa i cui bambini denutriti venivano usati come l’emblema della fame nel mondo quando ero piccola venivano da lì.

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