Dieci testi chiave per comprendere il femminismo, ma in Italia non sono arrivati

Quali sono i dieci libri che possono essere considerati una pietra miliare del femminismo? Eccoli, ma in Italia non li troverete.

Il Guardian ha steso la classifica dei dieci testi fondamentali. Per chi vuole approfondire e saperne di più sul pensiero femminista, una bella occasione per iniziare a capirne qualcosa. Peccato che se siete italiane la gran parte di questi testi per voi sarà inaccessibile, perché non è mai stato tradotto in italiano oppure perché, anche se ha avuto una traduzione italiana, è ormai fuori catalogo.

Continue reading “Dieci testi chiave per comprendere il femminismo, ma in Italia non sono arrivati”

Le stagioni di una donna esistono davvero? Le riflessioni di una quarantenne in vena di nostalgia

Avevo una nonna molto saggia. Molte di noi hanno avuto questa fortuna. Anche io, come la maggior parte delle adolescenti, la ascoltavo con tenerezza, a volte un po’ annoiata. Non ho mai pensato che anche lei un tempo era stata giovane, che aveva una storia da raccontarmi, da donna a donna. Adesso che non c’è più mi trovo a volte a recuperare nella mia mente qualche suo racconto, qualche suo pensiero. Perle di saggezza, come “da giovane per piacere, da vecchia per giovare”, che mi ripeteva quando mi trascinava in centro a cercare la sua cipria preferita.

Non ha mai espresso un giudizio su quello che facevo, mi diceva che era vecchia, che certe cose non le capiva. Mi ripeteva che c’è una stagione per ogni cosa, ma io questa frase non la capivo. Per me a 18 anni esisteva solo una stagione, la mia. Poi c’era anche lei, ma da ragazzi non ci si rende mai davvero conto dello spazio che occupano gli altri. Siamo troppo impegnati a pensare al nostro.

Le stagioni di una donna - www.parliamodidonne.com

Invece la nostra vita è un po’ come questa foto, che amo molto (anche se l’ho fatta io che non sono molto brava). In questa foto c’è la storia di quello che questo edificio era, di quello che è oggi e forse di quello che sarà. Niente resta mai quello che è, tutto cambia. Ho dovuto attendere di avere 42 anni per capirlo davvero. E se questo è vero per tutti gli essere viventi, credo che per una donna sia più vero che mai. Noi donne viviamo affrontando continuamente i cambiamenti.

E’ passato il tempo in cui cercavo l’amore dovunque lo trovassi; poi è passata la fase dell’euforia della vita autonoma. Sono arrivati i figli e pensavo che sarebbero stati piccoli per sempre, che sarei stata sempre e solo la loro madre. Ma sono cresciuti, hanno sempre bisogno di me, ma sono più autonomi. Si avvicina una nuova fase, devo recuperare la mia autonomia, anche affettiva. E poi arriveranno altre fasi: loro se ne andranno, arriverà la menopausa, poi i capelli bianchi. Per una donna ogni cambiamento fisico è un dolore, una rottura, l’inizio di qualcosa di nuovo. Ogni fase della vita cambia il nostro ruolo e il posto che occupiamo nelle vite degli altri, è una sfida continua. Siamo esseri in continua evoluzione

Adesso capisco meglio quello che voleva dirmi la nonna e sono contenta di aver immagazzinato i suoi discorsi. Me li gusto piano piano, quando mi tornano in mente. Non potevo ascoltarli quando avevo 18 anni, avevo fretta di vivere. Adesso sono curiosa di sapere cosa verrà fuori da quell’edificio un po’ vecchio e in stato di abbandono, dove un albero ha deciso di trovare casa nonostante tutto. Non ho fretta, sono solo curiosa.

 

 

L’attualità di “Come eravamo” che nel 1973 raccontava le donne che avremmo voluto essere

Katie Molosky non abita più qui? Quanto siamo disposte a mettere in gioco per il nostro impegno?

Era il 1973 quando fu girato da Sidney Pollack uno dei film sentimentali più amati della storia del cinema: “Come eravamo”. Eppure quel film, interpretato da due strepitosi attori come Barbra Streisand e Robert Redford, era molto di più di un film sentimentale. L’ho rivisto ieri sera, con mia figlia. Volevo farle conoscere un altro modello di donna, l’agguerrita Katie Molosky, una donna che “non molla mai”. Mi sono accorta che le stavo proponendo quasi un extra-terrestre.

Continue reading “L’attualità di “Come eravamo” che nel 1973 raccontava le donne che avremmo voluto essere”

Joyce Carol Oates viene in Italia…e non mi ha invitato!

Joyce Carol Oates viene in Italia, domenica 16 luglio sarà a Barolo, al Festival Collisioni. Lei che è sempre un po’ schiva, che non ama farsi intervistare, che parla solo attraverso i libri che scrive (e ne scrive parecchi) arriva in Italia e non mi ha avvertita. Doveva farlo, sono la sua più grande fan italiana, ne sono certa! Invece lei domenica sarà così vicina, ma per me troppo lontana.

Quando  ami uno scrittore, lo leggi, lo ascolti, ti sembra quasi di conoscerlo. Ecco, io mi sento di conoscere meglio Joyce Carol Oates di tanta gente che vedo con frequenza. Ho letto tanti suoi libri, tutti no, è impossibile. E in ogni libro c’è qualcosa di lei, com’è giusto che sia.

E’ una scrittrice molto prolifica, che ha scritto un centinaio di libri, 700 racconti, saggi, articoli. Ha un ritmo di scrittura che segue in maniera certosina e che le ha permesso negli anni di scrivere così tanto. Secondo me meriterebbe di essere candidata al Premio Nobel, perché pochi scrittori hanno saputo parlare in maniera così incisiva dell’America degli ultimi 50 anni. Gli americani non sono quelli delle grandi città, Trump ce lo ha dimostrato.

I suoi personaggi in molti casi vivono in cittadine secondarie, sono persone semplici. La Oates non racconta il grande sogno americano, ma in molti casi dà voce a quelli che di quel sogno sono rimasti ai margini.

Ha esplorato tantissimi generi diversi: biografie (come dimenticare la Marilyn di Blonde?), il gotico, il giallo. E poi ha scritto meravigliose storie di donne, lontane dagli stereotipi. La Oates non ci descrive le “donne in amore”, come fanno tanti scrittori. Per la Oates l’amore è per le donne un fatto che accade e che non sempre porta buone cose. Anzi. Ma la vita delle sue donne non gira mai intorno a quello, c’è anche quello, direi.

La Oates racconta delle storie, e poi ognuno di noi può dargli il significato che crede oppure può semplicemente godere della narrazione. Quello che intendo dire è che i suoi libri non hanno una finalità “pedagogica”, non vogliono insegnarci niente. Lei vuole solo raccontare una storia.

In realtà io e lei abbiamo anche passato un periodo difficile, anche se lei non lo sa. Quando è morto suo marito, al quale era legata anche da ragioni professionali, ha scritto un lungo libro, “Storia di una vedova”. In 700 pagine ha raccontato il dolore e il vuoto lasciato da quest’uomo…ma circa 18 mesi dopo si è risposata. Ecco, io questa cosa non l’ho digerita. Poi ci ho pensato meglio: forse con la scrittura aveva esorcizzato quel dolore, l’aveva dominato, poteva andare oltre.

Insomma, lei sarà qui e io non la incontrerò, con un suo libro in mano (non saprei quale scegliere!) per farmi mettere un autografo! Ma se la incontrassi le farei 4 domande:

  1. Crede che il sogno americano che letteratura e cinema hanno contribuito a costruire sia davvero esistito?
  2. Nei suoi libri l’adolescenza delle donne è sempre una fase determinante della vita delle protagoniste, che getta le basi per tutto quello che saranno da adulte queste donne. Crede che oggi per le ragazze sia più semplice o più difficile diventare donne?
  3. Quali sono le scrittrici che ammira di più e secondo lei perché i libri delle donne hanno sempre più difficoltà a imporsi sul pubblico?
  4. Per chi non ha mai letto di Joyce Carol Oates, può indicare tre libri per iniziare il proprio “percorso di avvicinamento” alla sua scrittura?

E voi quale altra domanda vorreste farle? ma esiste un Joyce Carol Oates fan club in Italia?

Teresa Meroni e la marcia delle donne del 1917, una storia da ricordare

Furono 1500 le operaie che scesero in strada e che decisero di urlare il loro “no” alla guerra

La chiamavano “la Teresina”, ma quel diminutivo era solo un modo affettuoso per una donna forte e determinata, dotata di un grande carisma: Teresa Meroni riuscì a dare a 1500 donne la forza di marciare per i loro diritti, in un momento difficile in cui davvero le donne italiane immaginarono che per loro fosse arrivato il momento di farsi sentire. La rivoluzione era nell’aria in quell’estate del 1917 e anche le donne della Val di Bisenzio furono contagiate.

Continue reading “Teresa Meroni e la marcia delle donne del 1917, una storia da ricordare”